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Lavorare verso la reciprocità del programma di esenzione da visto

Posted: Jul 19, 2017
Visa Waiver Program reciprocity

Il programma di esenzione da visto consente ai cittadini di alcuni paesi (38 in totale) di recarsi negli USA senza visto. In modo reciproco, i cittadini statunitensi possono andare in tutti questi paesi senza visti, alle stesse condizioni. Ma non è così semplice...

I 38 paesi che fanno parte del programma di esenzione da visto comprendono l’intera Unione Europea nonché altri paesi al di fuori dell’UE, come il Giappone o il Cile. I cittadini di questi 38 paesi possono richiedere un’esenzione da visto, denominata ESTA (sistema elettronico per l’autorizzazione di viaggio); se approvata, possono andare negli Stati Uniti per periodi fino a 90 giorni alla volta, a scopo di turismo o di lavoro, senza bisogno di un visto.

A loro volta, i cittadini statunitensi possono recarsi in questi paesi senza la necessità di un visto, seguendo gli stessi criteri o simili. Questo è ciò che è noto come “reciprocità dei visti”. In sostanza, ciò significa che se un paese offre i benefici del programma di esenzione da visto a un altro paese, allora il secondo paese dovrebbe restituire il favore al primo. E ultimamente questa è stata la causa di una certa quantità di controversie transatlantiche.

La controversia deriva dal fatto che i cittadini americani hanno effettivamente il diritto di recarsi in tutta l’Unione Europea senza la necessità di un visto, mentre non tutti i cittadini dell’Unione Europea hanno lo stesso privilegio. Questo perché non tutti i paesi dell’UE fanno parte del programma di esenzione da visto con gli Stati Uniti. Bulgaria, Croazia, Cipro, Polonia e Romania non sono stati ammessi a partecipare al programma, pertanto i cittadini statunitensi hanno una sorta di vantaggio ingiusto. In termini tecnici, ciò significa che non esiste una reciprocità di visto tra questi cinque paesi e gli Stati Uniti.

Questo è il contesto in cui, nel mese scorso, la Commissione europea e il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che stabilisce la loro intenzione di concedere il viaggio senza visti a tutti i cittadini dell’Unione europea. La loro dichiarazione sottolinea che dare a tutti i cittadini europei questo diritto è una priorità politica e spiega perché attualmente ciò non accade.

In breve, l’INA (la legge statunitense sull’immigrazione e la nazionalità) definisce i criteri che i paesi devono rispettare per partecipare al programma di esenzione da visto. Uno dei criteri fondamentali è che il paese deve avere un tasso di rifiuto dei visti per ospiti non immigranti inferiore al 3% durante l’anno precedente, ovvero: se oltre il 3% delle domande di visto temporaneo da un determinato paese per gli Stati Uniti sono state rifiutate, allora quel paese non dovrebbe essere ammesso a partecipare al programma. Ciò avviene perché alla base del programma vi è il fatto che i paesi sono considerati ad alto valore e basso rischio, quindi se troppe domande di visto sono state respinte, ciò significa che i cittadini di quel paese dovrebbero essere sottoposti a maggiori verifiche rispetto a ciò che il processo di domanda online ESTA può offrire.

Oltre ai tassi di successo delle domande di visti, altri criteri fondamentali per partecipare al programma di esenzione da visto includono tassi di migrazione, problemi di sicurezza, diritti umani, frontiere e sicurezza. Gli aspetti relativi a questi criteri sono i motivi per cui Bulgaria, Croazia, Cipro, Polonia e Romania non sono ancora stati autorizzati a far parte del programma. La dichiarazione congiunta spiega come l’UE e i suoi Stati membri collaboreranno con gli Stati Uniti per “migliorare la cooperazione in materia di sicurezza” e aiuteranno questi cinque paesi ad avanzare più rapidamente al fine di soddisfare i requisiti che attualmente gli impediscono di entrare nel programma di esenzione da visto.

Gran parte di questa ‘cooperazione di sicurezza’ consiste nella condivisione di informazioni, già ampiamente implementata a livello internazionale, e costituisce un requisito fondamentale per la partecipazione al programma di esenzione da visto. La dichiarazione stabilisce come gli USA e l’UE dovrebbero essere ulteriormente rafforzati nei settori dello screening dei viaggiatori e di una più avanzata condivisione delle informazioni, compresi lo scambio di dati biometrici a scopi di legge e di immigrazione (qualcosa che, come abbiamo visto, sta diventando sempre più avanzato con lo sviluppo tecnologico).

Quindi perché gli organismi europei e statunitensi si sono riuniti per dichiarare la loro intenzione di inserire questi paesi nel programma? Perché gli USA dovrebbero preoccuparsi se alcuni paesi non sono idonei a far parte del programma? Per capire questo, dobbiamo fare un passo indietro di alcuni mesi...

Prima di questa dichiarazione congiunta, la Commissione europea aveva dichiarato che sarebbe stata obbligata a sospendere le esenzioni da visto per i cittadini statunitensi per un periodo di un anno se gli USA non avessero permesso a Bulgaria, Croazia, Cipro, Polonia e Romania di entrare a far parte del programma di esenzione da visto entro due mesi. Questa finestra di due mesi è giunta dopo un periodo di due anni durante i quali gli USA erano già stati invitati a includere questi cinque paesi nel programma, senza alcun risultato.

Ovviamente, né gli Stati Uniti né l’Unione europea vogliono davvero che le esenzioni da visto vengano sospese tra le due regioni. Dal lato europeo, se i visti fossero obbligatori per i cittadini americani, il turismo verrebbe colpito drasticamente. In quanto uno dei pochi settori in cui vengono creati continuamente nuovi posti di lavoro e nuovi redditi, aggiungere la “barriera del visto” avrebbe un’enorme ricaduta tra gli Stati membri sul settore del turismo. Allo stesso modo, dal lato americano, se l’UE dovesse bloccare i viaggi senza visto, seguendo l’idea della reciprocità dei visti, anche gli USA comprensibilmente sarebbero portati a prendere la stessa misura. Se ciò si concretizzasse, anche loro perderebbero le enormi opportunità di turismo che l’ESTA e il programma di esenzione da visto permettono (valore di circa 50 miliardi di dollari all’anno). A seguito della minaccia dell’UE di rimettere in vigore i visti obbligatori, i due lati dell’Atlantico potrebbero davvero permettersi che ciò accada?

Ci si potrebbe chiedere perché questi cinque paesi non possono semplicemente richiedere ai cittadini statunitensi di fare domanda di un visto invece di tutta l’Unione europea. E la risposta è che una soluzione simile non funzionerebbe all’interno dell’Unione europea, che, anche se si dovessero trascurare gli accordi geopolitici in vigore, è una terra di frontiere aperte e l’applicazione di tale misura sarebbe un incubo logistico.

E così, ovviamente, l’obiettivo che sta alla base della dichiarazione dell’Unione europea di qualche mese fa era quello di far entrare questi cinque paesi nel programma di esenzione da visto e quindi non portare requisiti di visto supplementari per nessuno. Gli Stati Uniti vorrebbero la stessa cosa, ovviamente, ma non possono piegare le proprie regole per lasciarli entrare semplicemente nel programma.

 

Allora cosa succede adesso?

La dichiarazione congiunta della Commissione europea e del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti indica che l’adempimento dei cinque Paesi dei criteri di adesione al programma di esenzione da visto verrà monitorato attentamente e discusso nelle prossime riunioni degli alti funzionari degli Affari Interni. Inoltre, si terranno riunioni tecniche periodiche tra i cinque Stati membri dell’UE in questione, gli Stati Uniti e l’Unione europea, al fine di accelerare il processo e garantire che tutti i requisiti siano soddisfatti.

Nel frattempo, non c’è alcuna modifica al programma di esenzione da visto. I cittadini dei 38 Paesi membri hanno ancora il diritto di richiedere l’ESTA utilizzando il modulo di domanda online. Entro 24 ore dalla presentazione di questa domanda online, verranno informati del loro stato di approvazione tramite e-mail. Se la domanda viene approvata, potranno recarsi negli Stati Uniti, come turisti o per affari, per periodi fino a 90 giorni durante qualsiasi viaggio.

L’ESTA è valida dal giorno in cui viene approvata e dura due anni. L’unica circostanza in cui l’ESTA è valida per meno di due anni è se il passaporto del richiedente scade in questo periodo. Questo perché l’ESTA è intricatamente legata al singolo passaporto utilizzato al momento della domanda e a tutti i dettagli inclusi in esso. Se stai richiedendo l’ESTA ma non hai molto tempo rimasto sul tuo passaporto, è una buona idea richiederne prima uno nuovo. Ciò ti permetterà di ottenere il massimo utilizzo dalla tua ESTA e ti eviterà di dover fare una nuova domanda entro due anni dalla presentazione di una domanda.

Le cose sembrano muoversi in modo relativamente rapido in termini di ottenere la completa reciprocità di visti tra l’UE e gli USA, quindi ci aspettiamo di avere più aggiornamenti a breve. Nel frattempo, assicurati di avere tutta la tua documentazione di viaggio organizzata e aggiornata, affinché questa estate ti possa godere un viaggio in America senza intoppi, divertente e intenso!